La caduta del primo dentino è un momento importante per il bambino e per tutta la famiglia. Può essere vissuta con curiosità, entusiasmo e qualche timore, soprattutto quando il dente inizia a muoversi durante i pasti o mentre il bambino si lava i denti. Una delle domande più frequenti dei genitori è proprio quando iniziano a cadere i denti da latte e se sia normale che questo processo avvenga prima o dopo rispetto ai coetanei.
In genere, la permuta dentale comincia intorno ai cinque o sei anni, ma esiste una normale variabilità individuale. Alcuni bambini perdono il primo dentino poco prima, altri attendono fino ai sette anni. Lo sviluppo non segue un calendario identico per tutti e può essere influenzato dalla crescita delle arcate, dalla comparsa dei denti permanenti e dalla storia odontoiatrica del bambino.
Conoscere le principali fasi della permuta aiuta i genitori a distinguere un processo fisiologico da una situazione che merita un controllo. In questo articolo vedremo quali denti cadono per primi, cosa accade sotto la gengiva, come comportarsi quando un dente si muove e perché non bisogna provare a estrarlo con metodi fai da te. Approfondiremo inoltre la caduta precoce, i possibili ritardi e l’importanza di igiene, prevenzione e visite periodiche durante il passaggio dalla dentizione da latte a quella permanente.
A quale età iniziano a cadere i denti da latte
La maggior parte dei bambini comincia a perdere i denti da latte tra i cinque e i sette anni, spesso intorno all’ingresso nella scuola primaria. Le indicazioni relative all’età devono però essere considerate come intervalli orientativi, non come scadenze rigide. Un bambino può iniziare la permuta a cinque anni e mezzo, mentre un altro può conservare tutti i denti da latte fino a sette anni senza che questo rappresenti necessariamente un problema. L’ordine e i tempi dipendono dalla maturazione individuale, dalla crescita delle ossa mascellari e dalla posizione dei denti permanenti.
Il processo inizia quando il dente permanente sottostante si avvicina alla superficie e determina il progressivo riassorbimento della radice del dente da latte. A mano a mano che la radice si riduce, il dentino diventa sempre più mobile, fino a rimanere collegato alla gengiva soltanto da una piccola porzione di tessuto. A quel punto può cadere spontaneamente mentre il bambino mangia, parla o si lava i denti.
Non bisogna confrontare in modo rigido la permuta tra fratelli, compagni di classe o altri bambini della stessa età. La perdita dei denti è influenzata anche dal momento in cui sono comparsi i primi dentini: spesso, ma non sempre, chi ha avuto un’eruzione più precoce può iniziare prima anche la sostituzione. È più importante osservare che la dentizione proceda in modo ordinato e che non siano presenti dolore, gonfiore o infezioni.
Se il bambino raggiunge un’età più avanzata senza alcun segno di permuta, oppure se un dente rimane mobile per molto tempo senza cadere, è utile programmare una visita. Il dentista può controllare la presenza e la posizione dei denti permanenti e valutare se il processo rientri nella normale variabilità della crescita.

Quali denti da latte cadono per primi e in quale ordine
Di solito, i primi denti da latte a cadere sono gli incisivi centrali inferiori, cioè i due dentini collocati al centro dell’arcata inferiore. La loro perdita avviene frequentemente tra i sei e i sette anni. Poco dopo possono iniziare a muoversi gli incisivi centrali superiori, seguiti dagli incisivi laterali. I canini e i molaretti da latte vengono generalmente sostituiti più avanti, durante le fasi successive della dentizione mista.
L’ordine più comune prevede quindi una prima fase concentrata nella zona anteriore e una seconda fase che interessa i denti posteriori. Gli incisivi laterali inferiori tendono a cadere tra i sette e gli otto anni, mentre quelli superiori possono essere sostituiti tra gli otto e i nove. Canini e molari da latte possono rimanere in bocca fino agli undici o dodici anni, con alcune differenze tra arcata superiore e inferiore. Questi intervalli non devono essere utilizzati per formulare diagnosi a casa, ma aiutano a comprendere quanto sia lungo il percorso della permuta.
Un dettaglio che spesso sorprende i genitori riguarda i primi molari permanenti. Questi denti compaiono generalmente intorno ai sei anni nella parte posteriore delle arcate, dietro agli ultimi molari da latte, senza provocare la caduta di alcun dentino. Per questo possono essere scambiati per denti temporanei e ricevere meno attenzione. In realtà sono denti permanenti importanti, destinati a contribuire alla masticazione e all’equilibrio dell’occlusione per tutta la vita.
L’ordine può presentare piccole variazioni senza indicare una patologia. È invece opportuno chiedere un controllo quando un dente cade da un lato e il corrispondente controlaterale rimane fermo per un periodo molto lungo, quando il permanente compare in una posizione insolita o quando la sequenza sembra particolarmente irregolare. Il dentista può valutare gli spazi disponibili, la simmetria e il corretto sviluppo delle arcate.
Come avviene la caduta di un dente da latte
La caduta di un dente da latte è un processo naturale chiamato esfoliazione dentale. Sotto ogni dentino temporaneo si trova, normalmente, il germe del futuro dente permanente. Quando quest’ultimo comincia il proprio percorso di eruzione, le cellule presenti nella zona favoriscono il riassorbimento graduale della radice del dente da latte. È proprio la perdita della radice, e non una presunta debolezza del dente, a determinare la sua crescente mobilità.
Inizialmente il bambino può percepire soltanto un leggero movimento. Con il passare dei giorni o delle settimane, il dentino può inclinarsi maggiormente e creare un piccolo fastidio durante la masticazione. In questa fase è possibile lasciare che il bambino lo muova delicatamente con la lingua, senza però esercitare trazioni brusche, utilizzare fili o provare tecniche viste online. Il corpo è generalmente in grado di completare il processo spontaneamente.
Dopo la caduta può rimanere una piccola zona di gengiva arrossata e può comparire una modesta quantità di sangue. È sufficiente far mordere delicatamente al bambino una garza pulita per alcuni minuti, evitando continui risciacqui o manipolazioni. Nella maggior parte dei casi il sanguinamento si arresta rapidamente e il bambino può tornare alle normali attività.
Il dente permanente non compare sempre immediatamente. Talvolta è già visibile sotto il dentino da latte, mentre in altri casi può impiegare settimane o alcuni mesi per emergere. Il tempo dipende dalla posizione, dallo spazio disponibile e dal grado di sviluppo. Se il dente permanente non compare a lungo, nasce molto all’interno o all’esterno dell’arcata oppure sembra non avere spazio sufficiente, è consigliabile effettuare un controllo.
La permuta deve essere vissuta con serenità, evitando di trasmettere al bambino paura o preoccupazione. Spiegare che il corpo sta preparando un dente nuovo e più grande può aiutarlo ad affrontare il cambiamento con curiosità e collaborazione.
Si può togliere a casa un dente da latte che si muove
Un dente da latte molto mobile può dare fastidio, ma nella maggior parte dei casi è preferibile lasciare che cada in modo spontaneo. Il bambino può muoverlo delicatamente con la lingua o con le dita pulite, purché non provi dolore e non venga applicata una forza eccessiva. Tirare il dentino quando la radice non è ancora completamente riassorbita può provocare dolore, sanguinamento e paura, trasformando un evento naturale in un’esperienza negativa.
Sono sconsigliati i metodi fai da te che prevedono fili legati al dente, strattoni improvvisi, porte, oggetti o strumenti non sterili. Queste pratiche non consentono di valutare la reale mobilità, possono causare la rottura del dentino e aumentano il rischio di lesioni alla gengiva. Anche l’uso di pinzette o altri oggetti domestici può introdurre batteri nella zona e non deve essere considerato una procedura sicura.
Il dentista può decidere di rimuovere un dente da latte quando questo ostacola l’eruzione del permanente, rimane in bocca nonostante la radice sia quasi completamente riassorbita o provoca dolore durante la masticazione. In alcuni casi il dente definitivo compare dietro quello da latte, creando la cosiddetta immagine dei “denti a doppia fila”. Questa situazione è piuttosto frequente negli incisivi inferiori e non richiede sempre un intervento immediato, ma deve essere valutata individualmente.
È utile contattare il dentista se:
- il dentino è molto doloroso;
- la gengiva appare gonfia o infetta;
- il dente si è spezzato;
- la mobilità è conseguenza di un trauma o una caduta;
- il permanente è già comparso in posizione distante;
- il bambino evita di mangiare o lavare la zona.
Non bisogna inoltre somministrare farmaci o applicare sostanze sulla gengiva senza indicazione. Una breve visita permette di comprendere se sia meglio attendere o accompagnare la caduta con una procedura controllata e delicata.
Cosa succede se un dente da latte cade troppo presto
Un dente da latte può cadere prima del previsto a causa di un trauma, una carie profonda o un’infezione. In altri casi può essere necessario estrarlo perché non è più possibile conservarlo. Sebbene siano temporanei, i denti da latte non sono elementi privi di funzione: aiutano il bambino a masticare, parlare correttamente e mantenere lo spazio necessario alla futura eruzione dei denti permanenti. Le carie non trattate possono provocare dolore, infezioni e conseguenze sulle normali attività quotidiane.
Quando un molaretto da latte viene perso molto presto, i denti vicini possono spostarsi progressivamente verso lo spazio vuoto. Questo movimento può ridurre lo spazio destinato al premolare permanente e contribuire a affollamento o eruzioni irregolari. Non accade in ogni bambino e non tutte le perdite precoci richiedono lo stesso intervento, ma è importante che la situazione venga valutata.
In alcuni casi il dentista può proporre un mantenitore di spazio, cioè un dispositivo studiato per conservare la distanza necessaria fino all’eruzione del dente permanente. La scelta dipende dall’età, dal tipo di dente perso, dal tempo previsto per la comparsa del permanente, dalla crescita delle arcate e dalla collaborazione del bambino. Non è quindi possibile stabilire a casa se il dispositivo sia necessario.
Dopo un trauma, anche se il dentino sembra soltanto più mobile, è opportuno effettuare un controllo. La caduta può aver interessato la gengiva, l’osso o il germe del dente permanente sottostante. Non bisogna tentare di reinserire nell’alveolo un dente da latte completamente avulso: la gestione dei denti temporanei è differente da quella dei permanenti e richiede indicazioni odontoiatriche specifiche.
Proteggere i denti da latte significa quindi tutelare anche il futuro sorriso. Igiene, prevenzione delle carie e controlli permettono di conservarli fino al momento fisiologico della caduta, riducendo il rischio di perdita anticipata e problemi di spazio.
Perché alcuni denti da latte tardano a cadere
Un ritardo nella caduta non indica automaticamente un problema. Ogni bambino segue un proprio ritmo e gli intervalli di permuta possono essere influenzati dalla familiarità, dalla crescita e dall’eruzione dentale. Alcuni bambini iniziano più tardi ma proseguono poi con una sequenza regolare. È comunque utile osservare non soltanto l’età, ma anche la presenza di simmetria tra i due lati e l’eventuale comparsa dei denti permanenti.
Un dente da latte può rimanere in bocca più a lungo quando il permanente sottostante è in ritardo, non è correttamente posizionato oppure, in alcuni casi, non si è formato. Può inoltre persistere quando il dente definitivo segue una direzione di eruzione differente e non determina il normale riassorbimento della radice. Queste condizioni non sono sempre visibili osservando la bocca e possono richiedere un esame radiografico prescritto dal dentista.
È consigliabile programmare una valutazione quando:
- non è iniziata alcuna mobilità dentale in un’età significativamente successiva alla media;
- un incisivo è caduto, ma quello corrispondente dall’altro lato rimane stabile a lungo;
- il permanente erompe senza far cadere il dente da latte;
- un dente temporaneo rimane in arcata anche durante l’adolescenza;
- sono presenti asimmetrie evidenti, dolore o gonfiore;
- lo spazio per il nuovo dente sembra insufficiente.
Il dentista valuterà se sia opportuno attendere, monitorare nel tempo o rimuovere il dente temporaneo. In presenza di un dente da latte persistente e di assenza congenita del permanente, può essere utile cercare di conservarlo il più a lungo possibile, purché sia sano e stabile. Al contrario, se ostacola l’eruzione o altera la posizione degli altri denti, può essere necessario pianificare una soluzione.
Evitare conclusioni affrettate è importante: soltanto la combinazione tra visita clinica, storia della crescita e diagnostica mirata permette di comprendere perché la permuta stia procedendo più lentamente.
Cosa fare se il dente permanente nasce dietro quello da latte
Durante la permuta può capitare che un incisivo permanente compaia dietro il corrispondente dente da latte, soprattutto nell’arcata inferiore. I genitori descrivono spesso questa situazione come una “doppia fila di denti” e temono che il sorriso rimanga definitivamente disallineato. In realtà, in molti casi il dente da latte comincia a muoversi poco dopo e, una volta caduto, la pressione della lingua e la crescita dell’arcata possono favorire un graduale miglioramento della posizione.
Ciò non significa che la situazione debba essere ignorata. Se il dentino è già molto mobile, il dentista può consigliare di attendere la caduta spontanea. Se invece è ancora saldamente ancorato, provoca fastidio o impedisce al permanente di avanzare, può essere valutata una rimozione controllata. La decisione dipende dall’età del bambino, dallo spazio presente e dalla posizione del nuovo dente.
È importante non cercare di spingere il permanente con le dita o con la lingua in modo forzato e non estrarre il dentino da latte autonomamente. La comparsa in posizione interna può essere collegata anche a spazio insufficiente o affollamento, aspetti che devono essere osservati nel contesto dell’intera dentizione.
Una valutazione odontoiatrica permette di controllare:
- la mobilità del dente da latte;
- la direzione del dente permanente;
- lo spazio presente nell’arcata;
- la simmetria con il lato opposto;
- la masticazione e la crescita delle arcate.
In molti casi è sufficiente monitorare l’evoluzione. In altri può essere utile programmare controlli ortodontici durante la dentizione mista. L’obiettivo non è intervenire necessariamente con un apparecchio, ma comprendere come denti, ossa e funzioni orali stiano crescendo, individuando per tempo eventuali necessità di trattamento.
Come prendersi cura della bocca durante la caduta dei denti da latte
Durante la permuta convivono nella stessa bocca denti da latte, denti permanenti appena comparsi e spazi lasciati dai dentini caduti. Questa fase, definita dentizione mista, richiede particolare attenzione all’igiene perché le diverse altezze e posizioni possono rendere più difficile raggiungere tutte le superfici. I denti permanenti appena erotti devono essere protetti fin dall’inizio, soprattutto i primi molari che compaiono posteriormente senza sostituire alcun dente da latte.
I denti devono essere spazzolati due volte al giorno con dentifricio al fluoro, dedicando attenzione al margine gengivale, agli spazi e ai molari posteriori. Il bambino può iniziare a lavarsi autonomamente, ma per diversi anni è utile la supervisione di un adulto, perché la manualità necessaria per una pulizia completa si sviluppa gradualmente. Le indicazioni sulla quantità di dentifricio e sugli strumenti devono essere adattate all’età.
Anche l’alimentazione ha un ruolo rilevante. La frequenza con cui vengono consumati zuccheri, snack e bevande dolci incide sul rischio di carie. È preferibile concentrare gli alimenti zuccherati durante i pasti, evitare continue esposizioni nel corso della giornata e scegliere l’acqua come bevanda abituale. Le carie dei denti da latte non devono essere trascurate, perché possono provocare dolore, infezione e difficoltà nel mangiare, parlare o concentrarsi.
Durante i controlli il dentista può valutare l’opportunità di applicazioni professionali di fluoro o sigillature dei solchi dei molari permanenti. Le sigillature creano una protezione sulle superfici posteriori più irregolari e possono contribuire alla prevenzione delle carie, quando indicate per il singolo bambino.
Non bisogna attendere la comparsa del dolore per programmare la visita. La permuta è un periodo ideale per controllare igiene, eruzione e sviluppo del sorriso, aiutando il bambino a costruire abitudini che potrà mantenere anche da adulto.
Quando portare il bambino dal dentista durante la permuta
Le visite odontoiatriche non devono iniziare soltanto quando cade il primo dente. Il bambino dovrebbe conoscere il dentista già dalla comparsa dei primi dentini, in modo che l’ambiente diventi familiare prima dell’eventuale comparsa di dolore o carie. Durante la permuta, i controlli assumono un ruolo ulteriore perché permettono di osservare ordine di caduta, spazi ed eruzione dei denti permanenti.
La frequenza degli appuntamenti viene stabilita in base alle esigenze individuali. Un bambino con una buona igiene, denti sani e crescita regolare può seguire il calendario consigliato dal dentista. In presenza di carie frequenti, apparecchi ortodontici, difficoltà nello spazzolamento o anomalie della permuta, possono essere necessari controlli più ravvicinati.
È opportuno anticipare la visita se compaiono dolore, gonfiore, sanguinamento persistente, trauma, dente permanente in posizione insolita o perdita precoce di un elemento da latte. Anche una mobilità molto prolungata, un ritardo marcato o un’asimmetria tra i due lati meritano una valutazione. Non bisogna aspettare che il problema diventi urgente: una diagnosi precoce consente spesso una gestione più semplice, graduale e conservativa.
Presso Althea Biomedica seguiamo i bambini con un approccio empatico, rassicurante e adatto all’età. La Dott.ssa Valentina Saba, odontoiatra e ortodontista, si occupa anche della valutazione della crescita e dell’allineamento, lavorando insieme al team per integrare pedodonzia, prevenzione e ortodonzia. La presenza di radiologia digitale, panoramica e scanner intraorale consente di approfondire il caso quando clinicamente necessario, senza ricorrere a esami non indicati.
L’obiettivo della visita non è soltanto controllare i denti, ma aiutare il bambino e la famiglia a comprendere ciò che sta accadendo, costruendo un rapporto positivo con la cura della salute orale.

Quando iniziano a cadere i denti da latte: conclusioni
In genere, i primi denti da latte iniziano a cadere intorno ai cinque o sei anni, partendo frequentemente dagli incisivi centrali inferiori. La permuta prosegue poi gradualmente fino alla preadolescenza, con tempi e sequenze che possono variare da bambino a bambino. Canini e molaretti da latte possono rimanere in bocca fino agli undici o dodici anni, mentre i primi molari permanenti compaiono posteriormente senza sostituire alcun dentino.
Sapere quando iniziano a cadere i denti da latte aiuta i genitori a seguire questo passaggio con maggiore serenità, ma non deve trasformarsi in un confronto rigido con tabelle o coetanei. È importante osservare la presenza di dolore, gonfiore, asimmetrie o ritardi evidenti e rivolgersi al dentista quando un permanente nasce in posizione insolita, un dentino cade troppo presto o la permuta sembra non procedere.
I denti mobili non devono essere estratti con fili, oggetti o altri metodi fai da te. Nella maggior parte dei casi è sufficiente attendere la caduta spontanea; quando serve intervenire, il dentista può farlo in modo controllato, delicato e sicuro. Nel frattempo, spazzolamento con dentifricio al fluoro, alimentazione equilibrata e visite periodiche aiutano a proteggere sia i denti temporanei sia quelli permanenti appena comparsi.
Se tuo figlio sta iniziando la permuta o hai notato qualcosa che ti preoccupa, contatta Althea Biomedica a Pomezia per prenotare una visita. Una valutazione permette di controllare crescita, eruzione e salute orale, accompagnando il bambino durante questa importante fase con un approccio semplice e rassicurante.








